La formazione del chiropratico: uno standard mondiale

Intervista pubblicata nel numero 16 di Chiropratica & Salute, periodico quadrimestrale edito da Marco Traferri Editore col patrocinio dell’Associazione Italiana Chiropratici.

 

La formazione del chiropratico è regolata da standard molto rigorosi. Nulla è lasciato al caso nel mondo delle università di chiropratica.

Gli standard cui le scuole devono adeguarsi sono rigorosissimi e di assoluta eccellenza e mirano a formare chiropratici in grado di lavorare ovunque, con la massima professionalità e quindi a tutto vantaggio del paziente. A vigilare sul rispetto degli standard stessi è, in Europa e in Sudafrica, l’European Council on Chiropractic Education (ECCE) organismo internazionale deputato all’accreditamento degli istituti presenti nel territorio.

Per conoscere le attività di ECCE, Chiropratica & Salute ha incontrato il dottor Benito Oliva, chiropratico, membro dell’Associazione Italiana Chiropratici, da nove anni membro della Commissione di Accreditamento ECCE, oggi Chair della commissione stessa.

Dottore, ci spieghi meglio cos’è l’European Council on Chiropractic Education.
ECCE è l’ente europeo che abilita le scuole di chiropratica. Se la scuola ha l’accredito di ECCE, i suoi studenti -una volta laureatisi in chiropratica- potranno esercitare in tutti i paesi in cui tale accreditamento è riconosciuto. L’area geografica sotto la responsabilità di ECCE è quella dell’Europa e del Sudafrica, paese quest’ultimo in cui ci sono due scuole che aderiscono agli standard ECCE.

Esistono differenze tra gli standard europei e quelli di altre aree geografiche?
La formazione del chiropratico è sufficientemente uniforme ovunque. Tuttavia sì, gli standard differiscono tra loro sotto alcuni aspetti. Mi consenta di dirle però che il nostro, lo standard ECCE, è uno dei più rigorosi al mondo. Il nostro obiettivo è quello di garantire agli studenti delle nostre scuole la possibilità di transitare professionalmente in più paesi possibili, anche a livello intercontinentale. È per questo che, con le nostre scuole, siamo molto esigenti. Ed è per questo che tendiamo a sottoscrivere accordi con enti di altre aree, per mantenere tra di noi standard elevati e piuttosto simili tra loro. Tutto ciò nell’ottica di garantire al paziente il massimo della professionalità e quindi della sicurezza, in qualsiasi area del mondo viva. Grazie a questi accordi, e all’alto livello degli standard se – per farle un esempio- un chiropratico si laurea nel Regno Unito, può lavorare liberamente negli Stati Uniti. Prenda il mio caso. Io mi sono laureato in Canada ma lavoro ormai da anni qui in Italia.

Entriamo nel merito degli standard. Il vostro lavoro si limita alla verifica dei programmi didattici?
Assolutamente no. Perché una scuola riceva l’accreditamento ECCE deve soddisfare molti requisiti, che riguardano certamente i programmi didattici ma vanno molto oltre e interessano l’intera vita dello studente nel campus.

Ci faccia degli esempi.
I nostri addetti, quando si recano in una scuola al fine di accreditarla, prendono in considerazione molti aspetti. Le attrezzature, la tecnologia messa a disposizione degli studenti, l’accesso a Internet, il numero delle ore che gli studenti trascorrono in aula sono solo alcuni degli aspetti ai quali mettiamo mano. Se i requisiti richiesti dagli standard non vengono rispettati, la scuola non ottiene l’accreditamento.

In che modo effettuate le verifiche?
Andiamo sul campo a verificare di persona. Intervistiamo gli studenti, cerchiamo capire da loro quali sono le caratteristiche della scuola e qual è la qualità della vita nel campus. Il nostro è un lavoro dinamico, che cambia di continuo. Negli ultimi tempi per esempio si è accentuata molto la tendenza a ridurre le ore che gli studenti trascorrono in aula. Un tempo vi rimanevano per 40 ore la settimana. Ora non è più richiesto. Oggi, grazie alla rete Internet, desideriamo che gli studenti abbiano accesso a molti contenuti direttamente dai loro dispositivi, da casa. Ci sono, è ovvio, materie che comportano necessariamente la presenza in aula, ma in molti casi lo studente deve poter accedere ai materiali formativi direttamente da casa. Con queste modificazioni, anche il ruolo del docente cambia e assume sempre più la veste del tutor. Se la scuola non si adegua a questo nuovo orientamento, se continua a tenere i propri studenti in aula per troppo tempo senza adeguarsi ai cambiamenti richiesti, rischia di non ricevere, o di non vedersi confermato il nostro accreditamento.

Con quale frequenza ECCE effettua le verifiche?
Dipende. Non ci sono scadenze fisse. Sono previsti dei check periodici in occasione dei quali inviamo un team di esperti a verificare che gli standard ECCE siano rispettati e mantenuti. Ogni membro del team stila un rapporto che poi finisce nelle mie mani per gli opportuni riscontri. L’accreditamento può avere una durata che va dai 3 agli 8 anni. Se una scuola rispetta da anni i nostri standard può essere sufficiente che ci invii dei report in occasione di cambiamenti significativi. Una scuola dalla storia più recente potrebbe invece avere bisogno di maggiore assistenza.
Una cosa che mi preme evidenziare è che nella nostra commissione non lavorano unicamente chiropratici ma anche esponenti di altre professioni. Vi sono per esempio medici, docenti di chimica o professionisti di altra natura che danno il loro importante contributo ai fini della valutazione e quindi dell’accreditamento.
Va detto infine, così che si comprenda l’importanza del nostro lavoro e il rigore con cui lo svolgiamo, che ECCE nell’esercizio delle proprie facoltà lavora sotto l’ombrello di ENQA, l’ente europeo che accredita tutti i programmi didattici continentali, non solo di chiropratica ma, per citare degli esempi, anche di medicina, di chimica e di molte altre discipline. Tutto ciò costituisce ovviamente un forte incentivo a migliorarsi di continuo.

Per concludere, dr. Oliva, come riassumerebbe il ruolo dell’European Council on Chiropractic Education?
ECCE ha il compito di mantenere elevati gli standard delle scuole di chiropratica presenti nel suo territorio. Ciò al fine di garantire uniformità e adeguata preparazione, così che dalle scuole escano chiropratici preparati e in grado di lavorare ovunque, garantendo professionalità e quindi salute.

Intervista pubblicata nel numero 16 di Chiropratica & Salute, periodico quadrimestrale edito da Marco Traferri Editore col patrocinio dell’Associazione Italiana Chiropratici.

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