Vitamina D: a cosa serve
Il ruolo più noto della vitamina D è quello che svolge nel metabolismo del calcio e nel mantenimento della salute ossea. È indispensabile per favorire l’assorbimento intestinale del calcio e del fosforo, prevenire l’osteopenia, l’osteoporosi e, nei bambini, il rachitismo.
Negli ultimi anni, tuttavia, numerosi studi hanno evidenziato un coinvolgimento della vitamina D in molti altri processi biologici:
- Regolazione immunitaria. Modula l’attività delle cellule del sistema immunitario, contribuendo alla prevenzione di infezioni respiratorie;
- Salute cardiovascolare. Sembra influenzare la pressione arteriosa e la funzionalità dell’endotelio;
- Prevenzione delle malattie autoimmuni. Livelli adeguati sembrano correlati a un minor rischio di malattie come sclerosi multipla, diabete di tipo 1 e artrite reumatoide;
- Funzioni cognitive e neuropsichiatriche. Alcune ricerche ipotizzano un ruolo nella protezione contro declino cognitivo e disturbi dell’umore.
Vitamina D: i valori ottimali nel sangue
Il valore ematico di riferimento per la vitamina D è il 25(OH)D, o calcidiolo. Secondo l’Endocrine Society e la Società Italiana di Endocrinologia (SIE), i livelli ottimali sono:
| Valore (ng/mL) | Interpretazione | Fonti principali |
|---|---|---|
| < 20 | Carenza severa | NIH, Endocrine Society |
| 20–30 | Insufficienza | Endocrine Society, SIE |
| 30–50 | Sufficienza per la maggior parte della popolazione | Endocrine Society, SIE, EFSA |
| 50–100 | Alta normalità (talvolta considerata ottimale) | Studi clinici, esperti in ambito specialistico |
| > 100 | Potenziale eccesso, da monitorare | EFSA, NIH |
| > 150 | Tossico, rischio di ipercalcemia e danni renali | NIH, Holick et al., EFSA |
Un semplice esame del sangue permette di misurarla e orientare l’eventuale integrazione.
Quando integrarla e a quali dosi
Le fonti naturali di vitamina D sono limitate: pesce grasso (salmone, aringa, sgombro), fegato, tuorlo d’uovo, funghi esposti a luce UV. Tuttavia, il 90% circa della vitamina D viene prodotta dalla nostra pelle grazie all’esposizione solare.
Durante i mesi invernali, nelle persone che si espongono poco al sole, con pelle scura, anziani, soggetti obesi o con malattie croniche, la sintesi cutanea può essere insufficiente. In questi casi è indicata l’integrazione.
Dose giornaliera raccomandata
- Neonati: 400 UI
- Bambini e adolescenti: 600–1.000 UI
- Adulti: 800–2.000 UI
- Anziani, donne in gravidanza o allattamento: 1.000–2.000 UI
L’integrazione può essere quotidiana o settimanale, purché il dosaggio totale sia equivalente. In genere si consiglia l’assunzione giornaliera con un pasto contenente grassi, per migliorarne l’assorbimento.
Vitamina D: in quali fasce di età è più utile
La vitamina D è fondamentale in ogni fase della vita, ma è particolarmente utile:
- Nei neonati e bambini, per lo sviluppo osseo e la prevenzione del rachitismo;
- Negli anziani, per la prevenzione delle fratture da fragilità e delle cadute;
- Nelle donne in menopausa, per contrastare la perdita di massa ossea;
- Nelle gravidanze invernali o a rischio, per supportare lo sviluppo fetale;
- Nei vegani e vegetariani: per la minore disponibilità alimentare naturale;
- In chi assume pochi grassi o ha patologie intestinali (morbo di Crohn, celiachia, insufficienza pancreatica).
Approfondimento: benefici confermati e in studio
| Area di beneficio | Evidenze attuali |
|---|---|
| Salute ossea | ✅ Consolidate |
| Prevenzione del rachitismo | ✅ Consolidate |
| Riduzione del rischio di cadute/fratture | ✅ Confermate (soprattutto con calcio associato) |
| Supporto al sistema immunitario | ✅ Evidenze solide, in particolare per infezioni respiratorie |
| Prevenzione malattie autoimmuni | ⚠️ In studio, dati promettenti ma non conclusivi |
| Prevenzione di malattie cardiovascolari | ⚠️ Correlazioni osservate, ma non causali |
| Supporto al tono dell’umore | ⚠️ Alcuni dati, ma risultati contrastanti |
Fonti
- NIH Office of Dietary Supplements
- EFSA: Tolerable Upper Intake Level of Vitamin D
- Endocrine Society: Clinical Practice Guidelines (2011)
- Istituto Superiore di Sanità
- Holick MF. Vitamin D Deficiency. New England Journal of Medicine. 2007;357:266–81.
- Martineau AR et al. BMJ. 2017;356:i6583.







